sabato, ottobre 29, 2005

Cinque ragazzi accettano di trascorrere un periodo di 6 mesi all'interno di una casa in cui ogni loro gesto sarà ripreso dalle telecamare e poi trasmesso da una rete nazionale. Compenso: 1 milione di dollari. Ma le norme della casa sono leggermente diverse rispetto a quelle che di solito regolano questo genere di spettacolo: se una sola persona se ne va, gli altri perdono tutto.

Credo di poter consigliare questo My little eye, un bel thriller uscito un paio di anni fa spietato e violento, in cui non si sentono frasi tipiche di questo genere di pellicole come "è tutto finito, ci sono qua io adesso" ma tutto è molto reale grazie anche ad inquadrature in perfetto stile webcam. Cast di attori sconosciuti, così come deve essere in ogni Grande fratello che si rispetti e finale agghiacciante.   

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sabato, ottobre 29, 2005

Non è facile per me parlare di Niente da nascondere. Non è semplice perchè nonostante sia girato in modo divino, bene interpretato ed abbia un'atmosfera inquieta e coinvolgente per tutto il film, il finale mi ha lasciato completamente insoddisfatto. Va bene la coscienza del passato, il senso di colpa per gli errori commessi, va benissimo e funziona alla grande il mistero di tutti i protagonisti del film che sembrano ognuno nascondere qualcosa, ma la metafisica no! Non con un finale così aperto dopo un fim così rigoroso.

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sabato, ottobre 29, 2005

Convinto dall'entusiasmante performance di Benigni giovedì sera da Celentano (unica cosa decente della seconda puntata di una trasmissione che ha risentito la mancanza di Santoro!), sono andato a vedere La tigre e la neve. Al di là della solita simpatia dell'attore toscano a malincuore devo riconoscere che sto film è brutto. Semplicemente brutto, e noioso. Pensavo che chi ne aveva parlato male faceva la parte del solito intellettuale controcorrente, e invece non so quanti sbadigli mi son lasciato sfuggire per l'interminabile e sofferta storia d'amore tra il Roberto nazionale e la sua (insopportabile) amata Nicoletta. Unica sorpresa in positivo la presenza di Tom Waits. Mi ha stupito poi anche l'assoluta mancanza di centralità dell'invasione americana all'Iraq nel film, che è ridotto solo allo sfondo di tutta la vicenda. Si sarebbe potuto attingere a piene mani nelle vicende dei cittadini iracheni, facendole entrare nel film e permeandole di quell'ironia e di quella magia che aveva reso incredibile un film come La vita è bella che si basava pure su temi ancor peggiori. Un altro fiasco dopo Pinocchio: il futuro di Roberto solo in tv? Speriamo di no...  

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martedì, ottobre 18, 2005
Ieri è finalmente uscito  The Campfire Headphase, l'ultima lavoro dei Boards Of Canada. Uno dei 2 dischi, la cui uscita aspettavo con maggior ansia... 
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lunedì, ottobre 17, 2005

Affari alla Fnac: Shaft il detective a 7,90 €. (quello originale, 1971) uno dei film manifesto della Blaxploitation con la madre di tutte le colonne sonore firmata da Isaac Hayes. A 9,90 invece la vecchia compilation The Final degli Wham, che mi ha regalato un'ora passata a cantare con il sorriso sulle labbra  in macchina: la felicità si nasconde nel pop?

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mercoledì, ottobre 05, 2005

Davvero una bella puntata quella di stasera di Otto e mezzo, tutta dedicata a Romanzo Criminale. Una volta tanto Ferrara ha fatto il signore e Gad Lerner la figura del censore e del "mani in pasta". Ad un certo punto è venuto fuori che nel 1999 l'allora presidente del consiglio Max D'Alema con un provvedimento straordinario introdusse un limite di 50 anni (CINQUANTA) entro i quali fosse impossibile analizzare tutte le carte riguardanti Sisde, Sismi ed altre belle istituzioni di personcine per bene etichettandole come segreti di stato. Conseguenza: tutti i misteri italiani degli anni 60 e 70 saranno tenuti segreti per un bel pò ancora. Peccato che Gad, che aveva subito cambiato subito espressione digrignando i denti da coniglio e sgranando gli occhi, a quel punto ha perso il controllo dei suoi nervi ed ha interrotto letteralmente la trasmissione con la pubblicità non prima di dire chiaramente che in questa trasmissione si deve parlare di un film e non fare un comizio politico ed argomentare di ciò che ha a che fare con la politica di oggi e di allora. Ed io, sbadato, che credevo che questo film e quel libro parlassero proprio di politica e storia italiana di qualche anno fa, la Fabbrica di Cioccolato ecco su che è incentrato il film ed il libro, averli visti in 2 giorni deve avermi fatto confondere le idee...

postato da: snorkrom alle ore 22:44 | Permalink | commenti (3)
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martedì, ottobre 04, 2005

Così come nel caso di Myiazaki, anche quando si parla dei film di Tim Burton il livello è sempre piuttosto alto. E, come per Il castello errante di Howl, anche La fabbrica di cioccolato mi ha lasciato con la sensazione di un capolavoro mancato: gli elementi del cinema Burtoniano (sopratutto quelli grafici) sono presenti, ma in certi momenti ho trovato un pò troppo rassicurante, privo di quella malinconia e sottile cattiveria dei suoi film precedenti. Non ho molto apprezzato anche i balletti dei nanetti. Strepitosamente comico ed istrionico Jhonny Depp.

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martedì, ottobre 04, 2005

La storia del libro di Romanzo Criminale, immagino la conosciate per sommi capi. Io il libro non l'avevo letto e forse è stato meglio visti i stravolgimenti sulla trama e su alcuni personaggi chiave. E' comunque un film appassionante, con un bel ritmo ed un buon cast di attori (a parte Accorsi che non mi è piaciuto come credibilità del personaggio e per recitazione!), anche se a volte facevo fatica a capirne il dialetto romanesco molto stretto. Peccato per alcuni eccessi sentimentali ed alcune superficialità storiche e politiche. A questo punto dovrò documentarmi un pò, magari con Carlo Lucarelli... 

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