Cinque ragazzi accettano di trascorrere un periodo di 6 mesi all'interno di una casa in cui ogni loro gesto sarà ripreso dalle telecamare e poi trasmesso da una rete nazionale. Compenso: 1 milione di dollari. Ma le norme della casa sono leggermente diverse rispetto a quelle che di solito regolano questo genere di spettacolo: se una sola persona se ne va, gli altri perdono tutto.
Credo di poter consigliare questo My little eye, un bel thriller uscito un paio di anni fa spietato e violento, in cui non si sentono frasi tipiche di questo genere di pellicole come "è tutto finito, ci sono qua io adesso" ma tutto è molto reale grazie anche ad inquadrature in perfetto stile webcam. Cast di attori sconosciuti, così come deve essere in ogni Grande fratello che si rispetti e finale agghiacciante.








Non è facile per me parlare di
Convinto dall'entusiasmante performance di Benigni giovedì sera da Celentano (unica cosa decente della seconda puntata di una trasmissione che ha risentito la mancanza di Santoro!), sono andato a vedere La tigre e la neve. Al di là della solita simpatia dell'attore toscano a malincuore devo riconoscere che sto film è brutto. Semplicemente brutto, e noioso. Pensavo che chi ne aveva parlato male faceva la parte del solito intellettuale controcorrente, e invece non so quanti sbadigli mi son lasciato sfuggire per l'interminabile e sofferta storia d'amore tra il Roberto nazionale e la sua (insopportabile) amata Nicoletta. Unica sorpresa in positivo la presenza di Tom Waits. Mi ha stupito poi anche l'assoluta mancanza di centralità dell'invasione americana all'Iraq nel film, che è ridotto solo allo sfondo di tutta la vicenda. Si sarebbe potuto attingere a piene mani nelle vicende dei cittadini iracheni, facendole entrare nel film e permeandole di quell'ironia e di quella magia che aveva reso incredibile un film come La vita è bella che si basava pure su temi ancor peggiori. Un altro fiasco dopo Pinocchio: il futuro di Roberto solo in tv? Speriamo di no...
Ieri è finalmente uscito
Così come nel caso di Myiazaki, anche quando si parla dei film di Tim Burton il livello è sempre piuttosto alto. E, come per Il castello errante di Howl, anche
La storia del libro di