Questo weekend ho avuto anche la fortuna di vedere La Città Incantata (solita orrida traduzione di Sen to Chihiro no Kamikakushi, il viaggio spirituale di Sen e Chihiro) del maestro Hayao Miyazaki. Non so perchè non andai a vedere questo film al cinema quando vinse l'Orso d'oro a Berlino nel 2002, sta di fatto che mi son anche perso Il castello errante di Howl, quello che viene indicato come la sua continuazione.
Innanzitutto dico: questo film è un capolavoro assoluto, il più bel film di animazione che abbia mai visto e nè le cose che proverò a scrivere nè i 5 quadratini che metterò potranno mai rendere l'idea della bellezza e dell'emozioni che questa pellicola sucita.

La storia, che all'inizio ricorda Alice nel paese delle meraviglie, narra di una famiglia in procinto di trasferirsi in un nuovo appartamento insieme alla sua figlioletta Chihiro, bambina chiusa e capricciosa, ma che a causa di un errore si ritrova nei pressi di un casolare abbandonato che si rivelerà poi l'ingresso di un centro termale per spiriti.

Tutto il film è pieno di riferimenti ai temi preferiti di Miyiazaki, alla cultura shintoista e quella giapponese più in generale: la natura è umiliata e maltrattata dall'uomo (come nel caso dello spirito del fiume nauseabondo e puzzolente perchè rigonfio di ogni tipo di rifiuti urbani), il nome di una persona inteso come identità delle stesse classificate dal loro mestiere (Chihiro ribattezzata dalla strega Yubaba che "ruba" al suo nome un 2 kanji, facendolo diventare Sen, le affida un nuovo lavoro e, conseguenza, ne sancisce il possesso), i genitori di Chihiro trasformati in maiali per la loro ingordigia ed avidità, Kaonashi lo spirito vagabondo senza volto, lo spirito del ravanello, il drago, la perdità delle proprie radici e la crescita dell'individuo rappresentata qui come passaggio dall'adolescenza alla consapevolezza .

Tutti questi elementi donano profondità alla storia ambientata in un mondo popolato da una quantità incredibile di esseri indimenticabili ognuno dei quali disegnati a mano (alla faccia di chi giudica i disegni giapponesi freddi perchè fatti al computer) e solo in seguito ritoccati per la digitalizzazione.
La poesia e le immagini oniriche (la scena del treno che corre sull'oceano mi ha lasciato senza fiato) la fanno da padrone in questo film che va al di là del concetto di cartone animato che abbiamo in Italia e che risulta decisamente riduttivo in questo caso, ed un bambino avrebbe forse bisogno della compagnia di una persona più adulta e, sopratutto, delle sue spiegazioni. Anche la scelta del titolo però trae in inganno lo spettatore evidenziando il carattere fiabesco della storia a discapito dei temi più introspettivi e antropologici; il titolo originale er ainfatti Il viaggio spirituale di Chihiro-Sen, in Francia il titolo divenne Il viaggio di Chihiro, la versione anglofona Spirited Away, da noi invece si è pensato bene di cancellarne il significato ribattezzandolo La città incantata, ma si sa quanto sono fantasiosi e creativi i nostri distributori!

Grande merito va anche a Joe Hisaishi, compositore e pianista giapponese sempre presente nei film di Takeshi Kitano, che ha saputo comletare la magia di questa pellicola con una splendida colonna sonora.
Non mi resta che vedere Il castello errante di Howl e la Principessa Mononoke!









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Difficile descrivere le emozioni quando si assiste a qualcosa di perfetto.
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